Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/249

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capitolo quinto 229


Le loro braccia sceme di forza lasciavano cadere i remi; giacevano distesi immobili in fondo ai canotti. Il meno robusto di loro spirò fra’ tormenti della sete, e il suo corpo fu gettato in mare. La dimane fecero l’ultimo sforzo; ma il sole li bruciava; mettevano in bocca un po’ d’acqua marina per moderare quell’ardore, e non facevano che aumentarlo. Giunse la notte e non avevano per anco scoperta l’isola promessa. Allora una cupa desolazione occupò gli animi. Perduta ogni speranza determinarono dì morire.

Solo l’inviato di Colombo confidava in Dio, e serbava in seno qualche speranza. Intanto la luna si levò al nord: e Diego Mendez, che girava senza posa gli occhi intorno, notò che una linea scura e spezzata nascondeva la parte inferiore del disco: congetturò che una massa opaca s’interponeva fra l’astro e lui1: allora ringraziando il Signore di averlo soccorso con quel segno celeste, risvegliò lo zelo de’ rematori, che si posero tutti ai remi, e la dimane sull’albeggiare giunsero a Navasa.

Era questa un’isola bassa, arida, e che aveva solo una mezza lega di circuito, formata di nudi macigni senza fontane, alberi, piante. Per buona ventura nel concavo degli scogli giaceva ancor acqua delle ultime piogge. Diego Mendez rendette vive azioni di grazie a Dio di questa misericordia2. Vedendo la poca estensione ed elevazione di Navasa, comprese che, se il suo occhio non si fosse fissato sulla luna in quel momento preciso, avrebbe fuorviato senza distinguere la strada, e sarebbe perito per l’immensità dei flutti: quell’acqua riuscì a taluni funesta: v’ebbero Spagnuoli che, nonostante l’avvertimento dei due ufficiali, ne bevettero tanta da ammalare; e Indiani i quali spensero la loro sete con tale passione che ne furono soffocati, e quivi stesso morirono.

  1. “Concesse lor grazia che in tempo di tanto bisogno Diego Mendez all’apparir della luna vedesse, che uscia sopra terra, perciochè un’isoletta copria la luna a guisa di eclissi. Nè in altro modo avrebbono potuto vederla.” — Fernando Colombo, Vita dell’Ammiraglio, cap. cv.
  2. “Smontati adunque in essa ove meglio potettero, tutti resero molte grazie a Dio di tanto soccorso.” — Fernando Colombo, Vita dell’Ammiraglio, cap. cv.