Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/268

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248 libro quarto

non n’era giunta alcuna1. intanto, il governator generale continuava la sua visita nel paese di Xaragua.

Lo stato di Xaragua, il più vasto dei cinque regni di Haiti, apparteneva, come abbiam detto, a Behechio. Da poco tempo la sua morte aveva fatto passare la corona sul capo di sua sorella, la celebre Anacoana. La giovane vedova di Behechio, l’ineomparabile Guanahattabenechena, ch’era la più bella donna di quelle isole, secondo l’uso del paese, era stata sepolta viva col defunto unitamente alle sue gemme2 e due altre mogli di lui3. Anacoana rimaneva dunque sola e senza rivali, così per bellezza, come per ingegno ed il potere. Il suo elegante primato era riconosciuto dai grandi e dai piccioli sovrani dell’isola: adoravano la sua persona, e veneravano. i suoi comandi: essa era la personificazione della poesia di quegli isolani, il tipo della bellezza e la prima sublimità accessibile alla loro intelligenza.

Certi complici di Roldano, che si erano sottratti all’ordine di tornare in Castiglia, e avevano ottenuto terre negli stati di Behechio, ove commettevano orribili eccessi, pensando conciliarsi il favore del governatore, e prevenire le lamentanze che potevano essere a lui fatte contro le loro iniquità, avevano imaginato di scrivere diverse volte, che gl’Indiani di quella contrada apparecchiavano una sollevazione.

Seguendo l’esempio, dell’Ammiraglio, Ovando risolvette di andare egli stesso ad esaminare i luoghi e gli uomini, e di comprimere gl’Indiani. Ad ogni buon conto si fece accompagnare da trecento fanti e settanta cavalli, annunziando che andava ad esigere

  1. Relacion hecha por Diego Mendez de algunos acontecimientos del ùltimo viage del Almirante don Cristóbal Colon.
  2. Secum sua monilia sibique viventi gratos ornatus sepelivit.” — Petri Martyris Anglerii, Oceaneœ Decadis tertiœ, Liber nonus, fol. lxiii.
  3. “Due delle sue donne entrarono affatto vive con lui, non tanto per l’amore che gli avessero, quanto per forza e contro voglia loro; affatto vive furono poste nella sepoltura, e compirono quelle infernali funebri esequie ad osservanza del costume che pur non era generale in tutta l’isola,” Oviedo e Valdez, Storia naturale e generale delle Indie, lib. V, cap. iii. Traduzione di Gio. Poleur cameriere di Francesco I.