Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/324

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304 libro quarto


La logica dei fatti è più forte di quella degli storici, e la vince altresì sulle loro sottili induzioni.

Noi abbiam detto e ripetiamo, che, sin dal suo terzo viaggio, l’Ammiraglio sapeva che il nuovo continente non era l’Asia; e possiamo assicurare eziandio, ch’egli sapeva che l’Oceano circonda co’ suoi flutti il Nuovo Continente; perocchè prima d’intraprendere la sua quarta spedizione, parlava di trovare uno stretto, un passaggio che lo avrebbe condotto in quel mare sull’altra riva dell’istmo di Panama.

Questo è un fatto positivo, stabilito sulle parole medesime di Colombo, sulla testimonianza de’ suoi nemici, sulla voce unanime degli scrittori del suo tempo. Essendo a Granata sotto gli archi a sesto acuto dell’Alhambra, l’Ammiraglio annunziava l’esistenza dell’Oceano dall’altra banda del Nuovo Continente. Se nella lettera del 7 luglio 1503 parla di Ciguare e di Ganges, ripetendo le denominazioni date dagl’indigeni, si conforma alle idee allora generalmente ammesse, e fuor delle quali non lo si sarebbe compreso; ma non crede di aver trovato l’Asia; E anche, allorquando è ridotto a usare il nome d’Indie, per prudenza o per modestia, non osando nè volendo crearne uno egli stesso per imporlo ad una terra sì vasta, sa bene che Dio gli ha dato in balia lo sconosciuto, regioni totalmente ignorate dall’antico Mondo.

Colombo ha un’idea così chiara della sua scoperta, è talmente convinto che questo Nuovo Continente non è l’Asia, che indica come il mare lo circoscrive; traccia la giacitura geografica di Veragua rapporto alle terre opposte sull’altra riva dell’Oceano, e dice ch’elle si trovano situate come Tortosa è a risguardo di Fontarabia, e Pisa a risguardo di Venezia1.

Se per un certo tempo Colombo si era potuto figurare di es-

  1. “Tambien dicen que la mar boxa á ciguare, y de alli á diez jornadas es el rio de Guangues: parece que estas tierras estan con Veragua como Tortosa con Fuenterabia, ó Pisa con Venecia” — Cristoforo Colombo, Lettera ai Re Cattolici, scritta dalla Giammaica il 7 luglio 1503.