Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/334

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314 libro quarto


In queste parole Napione, Spotorno, Navarrete, egualmente estranei alla Storia di Colombo, ed alla conoscenza del cuore umano, hanno creduto scorgere la prova di una illecita unione1: Washington Irving non osando contraddirli, si è quasi messo del loro parere, quantunque con manifesta esitazione.

La inettezza di una tal interpretazione ben ha diritto di lasciarci stupiti.

E che! se il movente della raccomandazione mortuaria, quella ragione che non conveniva scrivere in quel luogo, fosse stata una pratica colpevole, avrebbe forse Colombo ricordato che Beatrice Enriquez era la madre di don Fernando? Dal momento che ricordava la maternità di Beatrice, che cosa sarebbegli rimasto da celare sulla natura delle sue relazioni con lei? Il mistero diventa impossibile dopo siffatta chiarezza di espressioni: dunque la reticenza del testatore non era relativa alla nascita del suo secondo figlio.

Gli stessi scrittori che hanno veduto in queste parole la confessione di una colpa strappata alla coscienza nel terribile momento di dir addio alla vita, hanno dimenticata la data di questo testamento: confusero la redazione di questo documento olografo coll’atto di deposito, che ne venne fatto quattro anni dopo dall’Ammiraglio, la vigilia della sua morte. In alcune parole, di cui non compresero la forza, perchè ignari del carattere dell’uomo che le diceva, hanno conchiuso ad una illecita unione e a sterili rimorsi in sugli stremi della vita: la differenza delle date non gli ha trattenuti. Non ci faremo qui a confutare la loro cieca ostinazione. Riferendoci alle prove che abbiam dato nella nostra introduzione, ci basterà dire che il matrimonio di Colombo con dona Beatrice Enriquez, dimostrato esistente da tante induzioni logiche, da tanti documenti e prove diverse, riconosciuto da’ suoi discendenti, dagli alberi genealo-

  1. Navarrete ha creduto sulla parola di Spotorno, il quale aveva creduto a Napione, mentre questo erasi riferito allo spregevole rigiro d’un procuratore che tentava la sua ultima colpa di malizia prima di perdere il suo processo: il prete licenziato Luigi de la Palma e Freytas. — Pleytos de los descendientes de Colon.