Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/337

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capitolo nono 317

Egli indica altresì in quel momento solenne la famosa linea di demarcazione che va da un polo all’altro; non la linea arbitraria di confine convenuta diplomaticamente fra le Corone di Castiglia e di Portogallo, sulla quale tacque sempre per rispetto, di cui parve però non fare alcun conto, che non mentovò mai, risguardandola come un’offesa verso la Santa Sede; sibbene quella linea sorprendente, che fu tirata a cento leghe dalle Azzorre1 e dalle isole del Capo Verde, dal Sommo Pontefice, assistito dal Sacro Collegio, e la quale rimarrà sempre qual testimonianza dell’ispirazione indefettibile della sede Apostolica.


§ II.


Udita la lettura di questo atto di ultima volontà, e poscia che i testimoni del pari che il notaio regio Pietro de Hinojedo l’ebbero firmato, Cristoforo Colombo prese la penna.

Già. con raccomandazioni verbali al suo primogenito, egli aveva provveduto agli interessi de’ suoi fedeli servi. Precedentemente, aveva promesso all’eroico Diego Mendez il commissariato generale di polizia alla Spagnuola2; Carvajal e Geronimo venivano fidati alla benevolenza del suo erede; ma in quel momento supremo, la sua benevolenza volle dare l’ultimo pegno della sua memoria ad alcune persone stimabili che gli aveano resi servigi ne’ primi anni della sua dimora in Portogallo. Siccome ve ne aveano di trapassati diede ai loro figli od eredi quella prova di affettuosa ricordanza: aggiunse una nota al suo testamento, e di sua propria mano scrisse, durante la medesima seduta, l’indicazione de’ piccoli legati che intendeva far loro.

Cosi l’Ammiraglio lasciò agli eredi di Geronimo del Puerto,

  1. “Las dichas Indias, islas é tierra firme, que son al Poniente de una raya que mandaron marcar sobre la islas de los Azores y aquellas del Cabo Verde, cien leguas la cual pasa de Polo á Polo...” — Testamento y codicillo del almirante don Cristobal Colon, otorgado en Valladolid. — Collccion diplomática, docum., n°clvii.
  2. Diego Mendez, Testamento olografo del 19 giugno l536.