Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/355

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capitolo decimo 335

da lontano accomodarsi alla scoperta del Nuovo Mondo ed alla vita del suo rivelatore. Si ha un bel ristringere, impicciolire gli uomini, torcere e porre i fatti fuor di luogo, il soprannaturale ne scaturisce evidente, sendo impossibile attribuire certa serie di avvenimenti al mero caso; e appena il caso scompare, la Provvidenza diventa manifesta.

Eppertanto colla nostra libera sincerità diciamo:

Apostolo della croce, e messaggero del cattolicismo, Cristoforo Colombo, riassumendo il pensiero e il fervor militare del medio evo, non può essere compreso e apprezzato altro che dai Cattolici; l’Eroe della Fede non è intelligibile alla incredulità.

Cristoforo Colombo ha un’esistenza a parte. Ben ci pare naturale che un uomo, il cui genio cresciuto alla fede, s’impadronì dello sconosciuto, e addoppiò lo spazio noto del nostro globo, non sia assolutamente paragonabile, sotto ogni aspetto ai gran personaggi della storia, su cui lo spirito di osservazione e di critica gode di esercitarsi.


§ II.


Vanno grandemente ingannati coloro, che, dopo aver letti i Santi Evangeli, e gli Atti degli Apostoli, s’imaginano conoscere l’intera storia di Nostro Signore Gesù Cristo. ll suo prediletto discepolo, terminando di raccontarci la vita del divin Maestro, dice chiaramente ch’Egli operò molte altre cose, e che i libri, che le scrivessero tutte, empierebbero il mondo. La semplice ragione indica, effettivamente, che i soli fatti riferiti dagli Evangelisti non possono comprendere tutta quell’esistenza, e neppure la pienezza dei tre anni della predicazione e degli insegnamenti della vita pubblica del Redentore.

Similmente coloro i quali credessero di aver trovata qui entro registrata la vita intera del discepolo di Gesù Cristo, Cristoforo Colombo, andrebbero errati. Colombo ha fatto, detto e scritto molte cose che non saranno mai ripetute, mai lette, mai conosciute dagli uomini. Il suo genio abbreviatore sopprimeva le particolarità; egli stesso disse che non scriveva la centesima parte