Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/354

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334 libro quarto

locarlo a livello degli altri uomini: lo accusano d’ingratitudine1, di vanità puerile, d’ignoranza, di avidità, di doppiezza, di scostumatezza, e di entusiasmo religioso, che ai loro occhi è la peggiore delle debolezze. Nondimeno, l’ineluttabile potenza della verità li sopraffà per modo, che, non potendo negare la sublimità di Colombo, sono costretti di ammirare la sua pazienza, il suo disinteresse, la sua generosità in perdonar le offese, e la sua magnanimità; talchè, nonostante la loro critica, Cristoforo Colombo rimane tuttavia un prodigio di grandezza morale.

Ma nessuno di questi scrittori fa presentire il carattere provvidenziale di Colombo, e ne riconosce la missione cristiana.

Per non tornar più su questo argomento, noi dichiariamo che questo sistema di filosofia, concepito al di là del Reno, covato dal protestantismo, introdotto e naturalizzato in Francia ne’ primi anni della Ristorazione, non potrebbe nè davvicino nè

  1. Humboldt dà a Colombo la taccia d’ingratitudine verso Martino Alonzo Pinzon, e lo accusa di un odio a lungo dissimulato contro il capo di questa famiglia potente di Palos, alla quale l’Ammiraglio aveva molte obbligazioni. — Humboldt, Esame critico della storia della geografia del Nuovo Continente, t. III, § II, pag. 180-1. — Humboldt in prova di questo odio lungamente dissimulato (tanto lungamente, che mai non manifestossi se non per la clemenza e l’obblio), dice che l’Ammiraglio scese alla piccolezza di chiamare Fiume di Grazia, il fiume al quale Martino Alonzo Pinzon aveva dato il suo nome, quantunque Pinzon sia ivi stato all’áncora sedici giorni prima di lui. Humboldt dimentica che Martino Alonzo Pinzon era venuto furtivamente in questo luogo durante la sua diserzione doppiamente colpevole, perchè egli aveva abbandonato il suo posto, ed erasi, in opposizione al divieto dell’Ammiraglio dato al traffico dell’oro, senza pensare a riparare l’alberatura della sua caravella durante i sedici giorni d’ancoraggio. Poteva egli Colombo, conservando a questo fiume il nome di Martino Alonzo, sembrare consacrare la sua diserzione e giustificare il suo delitto? In quale mai marina del mondo si fece ad un disertore l’onore delle sue scoperte? L’Ammiraglio nominò il fiume di Martino Alonzo, fiume di Grazia, precisamente perciò ch’egli facevagli grazia del castigo che meritava il suo tradimento. E difatti, al suo ritorno in Castiglia non fece alcun rapporto su tale delitto. Ed invece d’ammirare Colombo, Humboldt lo accusa?