Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/377

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capitolo decimo 357

rattere di cieca sommissione all’urgenza che regola la maggior parte degli atti dell’autorità nella pratica degli affari. Non sacrificava mai all’attualità provvisoria gl’interessi venturi; perchè sapeva che gli atti dell’amministrazione durano più dell’amministratore, e che l’avvenire è tutto quanto nel presente. In nessuna occasione lo si vide scendere alle seduzioni della gloria, e darsi vinto ad ambizione di popolarità, o tentare il favor della corte. Le cabale e le contrarietà degli uffici, l’ingiustizia e l’ingratitudine del Re non lo facevano mutare di condotta; il suo zelo rimaneva immutabile come il dovere; si occupava col medesimo ardore degli interessi della corona, e di que’ dell’incivilimento.

Anche quando il testo delle sue convenzioni coi Sovrani gli dava diritto di difendere colle armi il governo perpetuo ond’era insignito, e la sua dignità di Vice-re delle Indie, che nessun ordine posteriore poteva legalmente annullare, egli diede l’esempio dell’obbedienza cristiana all’autorità: rispettò sino allo scrupolo il suo giuramento di fedeltà, e non se ne reputò sciolto dall’ingiustizia altrui. Quando fu carico di catene, non chiese ristoro, nè pubblica riabilitazione: invece di conservar ruggine, di punire i principi colla sua inazione, cercò ancora di servir la corona di Castiglia; e morta la Regina, raccomando a suo figlio di raddoppiar di zelo pel servigio del Re, e di cercare di alleviargli il peso degli affari.

La sua operosità, la sua previdenza, la sua moderazione, la sua fermezza, il suo attaccamento, il suo rispetto de’ superiori comechè iniqui verso di lui, la sua protezione dei deboli, dei marinai che avean presa parte a’ suoi patimenti, la sua riconoscenza pe’ suoi subordinati fedeli e zelanti, costituiscono Colombo il modello delle virtù pubbliche.

Siccome la religione era il fonte segreto di questa forza, e il legame di tutte le sue azioni, così Cristoforo Colombo vuolsi proporre a tipo d’ogni uomo. Pare a taluni che un santo non debba venir presentato modello che a puri cristiani: un vescovo, un fondatore di ordini monastici, un missionario, non si credono indicati esemplari che a vescovi, a sacerdoti, a religiosi: si direbbe che il chiostro o il santuario abbiano soli da pro-