Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/378

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358 libro quarto

fittare di quegl’insegnamenti pratici: la Provvidenza ha giudicato utile presentare agli uomini un laico, un magistrato secondo il Vangelo. Colombo è un eloquente insegnamento per l’alte magistrature ed anche pei Monarchi.

La sua vita contiene feconde istruzioni.

l subordinati v’impareranno a sopportare coraggiosamente le ingiustizie sopravvegnenti: la vita di Colombo mostra che al merito può benissimo venir negato il guiderdone. La ingiustizia, da parte de’ superiori, non muta i doveri del subordinato, il quale soffre, ma non si ribella. Il cristiano vede in queste prove un mezzo di migliorar sè, e riscattarsi colla rassegnazione dalle segrete negligenze commesse verso Dio. D’altronde, la rassegnazione alla volontà divina comporta una dolcezza interiore che lo spirito del mondo non conosce.

Se, fondandosi sullo stretto diritto, e sul testo delle sue convenzioni colla corona di Castiglia, avesse Colombo respinto colle armi i commissari dei Re, Aguado, Bobadilla ed Ovando, i quali cercavano di spodestarlo delle sue dignità; se fosse riuscito a sicurarsi uno stato indipendente, ad appropriarsi l’isola Spagnuola, il suo fine sarebbe stato quello di un uomo volgare: la grandezza e la poesia delle sue fatiche sarebbersi eclissate in cosiffatta triviale peripezia e andrebb’egli spoglio di quell’aureola di cui lo coronò la sua sciagura santamente sopportata.

Vedendo sì grandi servigi così male retribuiti, e disconosciuti sì ben fondati diritti, impariamo a sopportare con minor pena le piccole ingiustizie, le offese recate all’amor proprio, i danni subiti, i torti del pubblico, i soprusi de’ superiori. Che cosa sono i maltrattamenti di un’amministrazione, di un municipio, di un capo di corpo verso un particolare, un impiegato, un ufficiale, quando si pensa ai servigi resi da Colombo? Ricordando ciò che egli soffrì senza mormorare, chi ardirà lamentarsi di contrarietà o picciole vessazioni, o preferenze ingiuste?

Se rimontiamo alla causa della sua forza d’animo, della sua tranquillità di spirito, in ciò che lo tocca, si vedrà che aveva profonda conoscenza dell’umanità e delle debolezze della nostra natura: il suo alto concetto di Dio, la nozione della bontà divina, il suo desiderio di perdonare, per essere anch’egli perdonato,