Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/387

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capitolo decimo 367


Tutto è argomento di sorpresa e di stupore nella sua vita. Uscito di ceppo antico, sostiene oscure fatiche nella povertà: indi, nel giorno segnato dalla Provvidenza, tutto ad un tratto l’antico mozzo genovese emerge grande Ammiraglio dell’Oceano. L’antico giovane scardassiere del vicolo Mulcento si eleva Governatore generale perpetuo e Vice-re delle Indie, salutato nella sua triplice dignità su di una terra posta al di là del mare tenebroso: gli equipaggi ribellati, che due giorni prima volevano precipitarlo ne’ flutti, si umiliano davanti al suo genio, e gli prestano giuramento di obbedienza, come a sovrano.

Se ci facciamo a considerare a parte a parte e nel loro tutt’insieme gli accidenti della vita di Colombo, sentiamo incontanente il pittoresco e il poetico degli avvenimenti uguagliarne quasi la grandezza.

Il bianco delle vele delle sue tre caravelle sulle onde azzurre ricorda le tre bianche colombe su campo cilestro del suo stemma paterno, avente ad impresa i nomi delle tre Virtù Teologali; la sua prima spedizione maravigliosa per rapidità, ed il cui ritorno fu più sorprendente ancora a motivo delle tempeste successive che lo minacciavano; i rapporti misteriosi tra ’l venerdì e gli avvenimenti di quella impresa in onore della croce; il grido del suo trionfo, che allegra il suo vecchio padre; i suoi tre primi viaggi fatti con tre navi in nome della Trinità; la sua carriera di scoperte, componentesi di quattro spedizioni marittime: la sua ammissione nella famiglia Francescana, che gli merita quattro volte l’ospitalità dell’Ordine Serafico alla Rabida; poi i suoi quattro viaggi postumi alla ricerca di quel funebre riposo cui Dante, ancor vivo, aveva dimandato ai Francescani di Corvo; l’assistenza visibile di Dio durante le sue gigantesche fatiche; i più gran conquisti scientifici dovuti a quest’Uomo, che i dottori moderni escludono dalla classe dei dotti; la protezione celeste accordata a chi gli stava presso o gli apparteneva; l’iniquità che fe’ prova di lui, e i patimenti che lo tribolarono prestandogli campo di chiarire la propria pazienza e rassegnazione; le sue amarezze che gli venner tutte da coloro a cui si era dedicato: la maestà della sua vecchiezza, la vigorosa poesia della sua intelligenza resistente al tempo ed alla sciagura, finalmente la sua lu-