Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/388

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368 libro quarto

cida agonia e la sua liberazione nel giorno anniversario di quello in cui il Redentore salì al cielo; coteste circostanze così strane, coteste manifestazioni e grandezze che si direbbero da gran tempo destinate al coturno ed alla lira, non separano forse Colombo da ogni altra esistenza narrata dalla storia?

E coloro che videro questi eventi mirabili, coloro che hanno aiutato a compierli, i cooperatori di questi gran fatti non gli hanno compresi, o non vi hanno posto mente. I capi degli ufficii della marina, quel miserabile don Juan di Fonseca, furono uomini senza religione, ed altresì inettissimi: non vedevano che le loro persecuzioni crescevano la grandezza del loro innocente nemico, e che lo sollevavano alto agli occhi della posterità, quando credevano di averlo umiliato al cospetto d’un Re malvagio e de’ suoi abietti cortigiani.

Ma per essere giusti, bisogna riconoscere che alcune anime elette, l’illustre Francescano, cardinale Ximenes Cisneros, il dotto Domenicano Diego Deza, arcivescovo di Siviglia, intravvedevano una impronta misteriosa apposta sui destini di Colombo: altri, lontani dalla corte, avevano anch’essi una chiara percezione della sua grandezza: come il dotto gioielliere di Burgos, eglino sentivano che Cristoforo Colombo aveva adempiuto un mandato provvidenziale: da quel punto, dotti teologi e glossatori spagnuoli furono sorpresi del rapporto mistico esistente fra gli atti di Cristoforo Colombo e certe parole de’ Libri Santi. ll padre Acosta riconosce che diversi passi di Isaia, fra gli altri il capitolo LXVI, possono applicarsi alla scoperta delle Indie, e dice: «autori dottissimi dichiarano che tutto questo capitolo allude alle Indie1.» Nel suo libro De Consolatione Ecclesiœ, il cardinale di Verona, il gran Valerio, esaltava implicitamente la parte dell’araldo della croce. Malvenda, Tomaso Bezio, il frate Basilio Ponce di Leone, Botero, il padre Tomaso di Gesù, Solorzano, Herrera, tutti quelli che hanno impresi gravi studi sull’epoca della scoperta, sono andati persuasi della missione divina conferita a Colombo: furono sorpresi e ammirati in veder le sue navi e perfino i suoi stemmi annunziati dal Re-pro-

  1. P. Acosta, Storia naturale e morale delle Indie, lib. I, cap. xv.