Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/416

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
396 libro quarto

affinchè cotesti sciagurati cristiani fossero coperti dalle tenebre e non avessero a vergognare gli uni degli altri!1

In mezzo al disordine e al mal essere di un tale stato, col pericolo di una invasione imminente degli avventurieri inglesi, francesi ed olandesi, i quali formavano qua e là stabilimenti secondo che loro conveniva, non ostante l’impotenza dei coloni ad opporvisi, le comunicazioni dell’interiore dell’isola colla metropoli diventarono intermittenti, indi furono interrotte. Quindi non è cosa strana che in contrada rovinata, posta a soqquadro, e atterrita, siasi ignorato che cosa avvenisse della Vera Croce, miracolosamente preservata e preservatrice, mentre a San Domingo era interamente dimenticata la stessa sepoltura di Colombo.

Noi ci sorprende che i rapporti esistenti tra la missione di Colombo e la croce da lui piantata siano rimasti occulti ad uomini a’ quali sfuggivano perfino di vista le correlazioni esistenti fra Colombo e la sua scoperta; e che di bonissima fede parlassero della sua scoperta in plurale, come parlavano in plurale della sua croce miracolosa2. Chi avrebbe osato sotto l’amministrazione di Ovando ricordare il nome di Cristoforo Colombo, a proposito de’ miracoli di quella croce? Indi la modestia del suo successore don Diego, gl’imbarazzi che gli suscitavano gli odii ereditari con cui si trovava alle prese, il timore di aiutar le calunnie de’ suoi vigili denunziatori lo impedirono di associare il proprio nome al grido dei prodigi attribuiti alla croce piantata da suo padre.

Ma la realtà de’ miracoli della Vera Croce eretta alla Concezione non può essere posta in dubbio, portata com’è al più alto grado di certezza storica. Non solamente gli storiografi ufficiali riferiscono i fatti, ma li afforzano di testimonianze contemporanee e d’autentici documenti. Le conseguenze de’ miracoli operati dalla virtù di quella croce diventarono oggetto di

  1. Il P. Charlevoix, Storia di San Domingo. Anno 1606.
  2. Il continuatore della Cronaca di Hernando di Pulgar, maestro Vallès, Gomara, Mariana, ecc., attribuiscono la scoperta ad uno sconosciuto, a molti uomini. Ne parlano in plurale, anzichè farne onore a Colombo.