Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/443

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

capitolo undecimo 423

Vice-re. Dopo d’essere stato alla Spagnola qual governatore generale, vedendosi attraversato nella sua amministrazione da ostacoli infiniti, e riconoscendo l’impossibilità di ottenere il proprio diritto contra la volontà dell’Imperatore, don Luigi Colombo, venutone a definitivo componimento colla Spagna, rinunziò alla qualità di Vice-re, di Governatore generale, e ai diritti risultanti dai suoi privilegi ereditari, e accetto il titolo di duca di Veraguas, e di marchese della Giamaica, con una pension ragguardevole, indi ridotta a ventiquattromila piastre, circa centodiecimila franchi, che si levava ogni anno dalle rendite di Cuba e di Porto Ricco.

Don Luigi Colombo morì non lasciando che due figlie, doña Filippa e doña Maria, la qual si monacò nel convento di San Quirico, a Valladolid.

Il fratello di don Luigi ebbe un figlio chiamato don Diego, il qual fu erede dei titoli di suo zio, e due figlie, doña Filippa e doña Maria.

Don Diego sposò sua cugina donna Filippa, ma morì senza posterità.

La linea mascolina dei Colombo andò spenta nel 1578.

Allora la posterità femminina mise fuori ed intentò cause interminabili, del cui romore andarono piena Spagna ed Italia, noiosa storia che non vogliam neppur compendiare.

Un nipote di donna Isabella, terza figlia dell’ammiraglio don Diego Colombo e della vice-regina donna Maria di Toledo, don Nuño de Gelves in Portogallo, della casa reale di Braganza, fu giuridicamente messo in possesso de’ titoli di duca di Veraguas, e di marchese della Giamaica.


§ IV.


Che cos’avvenne dei due migliori amici che trovasse mai alla sua destra ed alla sua manca Cristoforo Colombo, i suoi fratelli, don Bartolomeo e don Diego?

I due fratelli di Colombo, uomini virtuosi e dotati dalla Provvidenza delle qualità acconcie al mandato ch’essa aveva assegnato loro, hanno un egual diritto all’attenzione della posterità.