Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/462

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
442 gli amici postumi

rlottissimo religioso, uom d’alti pensieri, conoscitore di varie lingue, ed a cui l’erudizione non grava lo spirito e non dissecca il cuore, uomo pieno di modestia come di vero merito, e di cui si onoraa ben a ragione l’Ordine de’ Teatini, il padre Cirino.

I tre Ordini di San Francesco presero parte alla riabilitazione di Colombo con quello schietto calore medesimo ch’ei trovò già presso i Francescani di Spagna.

Fra’ più teneri della gloria di Colombo e un Francese dotato d’una mirabile abilità nella direzione delle coscienze, il qual occupata una delle principali dignità della Chiesa sotto il pontificato di Gregorio XVI, e continuando a godere dell’augusto favore dell’attual Vicario di Gesù Cristo, ha vestito l’assisa dell’ umiltà, l’abito di San Francesco, e piacquesi consacrare a Dio nel chiostro la sua profonda conoscenza delle cose e degli uomini. Infaticabile nella sua cortesia, inesauribile nella sua bontà, il padre Vaure, del convento de’ SS. Apostoli, è diventato l’introduttore della riabilitazione di Colombo: egli ha mostrato per la memoria di lui quell’affetto evangelico che provò per l’Eroe il guardiano della Rabida, padreJuan Perez de Marrhena, degno di eterna ricordanza.


§ II.


Sicuramente, di qua dall’Apennino, nessuno, meglio del valoroso re Vittorio Emanuele II, ha sentito quanta gloria derivi alla Sardegna dalla rinomanza di Cristoforo Colombo.

Il generoso Monarca, altrettanto fermo difensore della libertà del suo popolo, quanto preveggente tutore della sua gloria, degnò egli stesso incoraggiarci con parole di una grazia cavalleresca, attinte alla sorgente del vero amor patrio nel suo cuore di re. Sua Maestà. Sarda compiaquesi ella medesima annunziarci la sua reale sottoscrizione all’opera nostra, come una doppia testimonianza così della memoria ond’esso onora lo scopritore del Nuovo Mondo, come della sua costante volontà di favoreggiare tutto che potrebbe crescere lo splendore della città di Genova.

Dopo l’intrepido re Vittorio Emanuele II, nobile alleato della