Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/468

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448 gli amici postumi

lombo una benevolenza mista di rispetto e pietà. Questa nobil Donna, unica per generosità di simpatie, come per grandezza morale, pel prestigio delle grazie e pel primato del grado, non la nomineremo qui non trovando nel suo sesso nomi che abbiano meritato di conseguir l’onore di farle corteo in questa occasione.

Le pratiche d’uso e le preminenze non prevarranno qui sulle simpatie mostrate per Colombo. Noi presenteremo la lista degli amici dell’Eroe secondo ch’ella suggerirà alla nostra memoria.

Fra tutti gli uomini il cui istinto elevato ha indovinato Colombo, non ostante il travestimento sistematico, sotto cui ce lo occultavano i suoi biografi, presentasi primieramente al nostro pensiero colui che ha penetrato meglio il cuore del grand’uomo; perchè ha la sua fede, il suo coraggio, la sua modestia, il suo distaccamento terrestre; perche ricevette eziandio il dono di farsi amare, ed i cui servigi sono stati troppo presto dimenticati dal nostro paese. Perocchè, come diceva e provava Cristoforo Colombo, «quegli che serve tutti non serve alcuno». Questo sincero amico del Rivelatore del Globo è il conte Alfredo di Falloux, già ministro dell’istruzion pubblica e dei culti, che primo, fra novecento rappresentanti del popolo, osò levarsi e dimandare fosse licenziato l’esercito de’ centomila uomini delle fabbriche nazionali, infingardi inscritti e distribuiti in formidabili squadre in nome del lavoro, pagati dallo Stato a pro degli ammutinamenti, moltitudine brutale che minacciava colle sue violenze ogni principio di ordine e di governo regolare.

Il coraggio di questo provvedimento non deve andar perduto per la storia. Questa protesta dello spirito contro la materia, del diritto contra il numero, di una parola contro dugentomila braccia, questa voce che s’eleva da principio sola, forte di un’intima fiducia in Dio, signore de’ cuori, questa impresa così sproporzionata e così felice accoglie alcunchè di colossale e d’eroico alla maniera di Colombo. Forse noi offenderemo certuni ricordando quelle cupe ore; ma chi può negar la verità conosciuta? essa è la vita della storia. Gli uomini dabbene, difensori dell’equità storica, ci sapranno grado di questo incidente sfuggitoci per la forza delle ricordanze; la nostra amicizia non