Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/470

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
450 gli amici postumi

pregiato lavoro sul nostro Eroe, pubblicato nel giornale ufficiale dell’impero, Barbey d’Aurevilly redattore del giornale dell’impero, un caldo poeta e filosofo cristiano, nostro dotto amico, il barone Gaston de Flotte; un nobil campione della verità, da lunga pezza caro alle lettere, alla monarchia, alla religione, leale avversario, viva lezione di cortesia nell’arena della discussione, il signor di Lourdoneix; nè separiam Enrico di Riancey da tutti questi generosi ammiratori di Colombo.

Fra gli uomini del mondo elegante non allignano profonde simpatie in favore di Colombo.

Così in Francia, come in ogni altra parte del mondo, il Clero porta affetto alla fama di Colombo. La sua memoria ha avuto questa fortuna, che i due primi oratori sacri dell’età nostra, ambo monaci, sonolesi chiamati caldi amici, il padre Ventura di Raulica, e il padre Enrico Domenico Lacordaire.

Quando il reverendo padre Lacordaire c’intratteneva di questa storia, ricordavamo il caritatevole appoggio che i suoi fratelli Domenicani di Salamanca avevano prestato a Colombo sconosciuto: pensavamo allo splendore, onde la sua affascinatrice parola farà forse un giorno raggiare l’ospite dei Domenicani, allorchè, venendo a riassumerne sua vita, mostrerà il prodigio di quest’Uomo che fu più forte del tempo. Mosso dal suo zelo per la Chiesa e per la gloria dell’Italia, ed anche dall’amicizia di cui ci onora, l’illustre padre Ventura di Raulica piacquesi di annunziare a‘ suoi compatrioti, la nostra riabilitazione di questo gran servo di Dio. Il suo manifesto che il Santo Padre, il Sacro Collegio, i principali Sovrani d’Italia, gli Arcivescovi e Vescovi della Penisola hanno avuto sott’occhio, vero capo-lavoro letterario, ammirato da tutti i begli Spiriti di Roma, rimane notevole sotto il rapporto della forza e dell’eleganza anche nella traduzion francese, ch’è stata fatta in due edizioni col titolo Cristoforo Colombo rivendicato alla Chiesa. Da Parigi è partita questa chiamata elettrica di una grande anima al Clero d’Italia. Questo giudizio di un grand’uomo su d’un gran genio è avvenimento doppiamente felice, per la gloria di Colombo che si trova improvvisamente accresciuta, e per l’onore della Fran-