Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/93

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capitolo sesto 73

nità, dicesi che sclamasse: «con qual diritto l’Ammiraglio delle Indie dispone così de’ miei sudditi? Chi gli ha permesso di fare liberalità di questa specie?» E incontanente fece pubblicare a Siviglia, a Granata e in altre città. «che, sotto pena di morte,» tutti quelli che avevano ricevuto schiavi dall’Ammiraglio dovessero renderli per essere rimandati alle Indie. Ella incaricò la guardia del corpo Pedro de Torres1 e alcuni altri ufficiali di ricevere questi disgraziati e di consegnarli poi al commendatore Bobadilla per imbarcarli. ll maggiordomo dell’arcivescovo di Toledo ne ricevette ventuno in deposito. Alcuni vollero dimorare con quelli che avevano seguito; fra gli altri una giovane, stabilita nella casa di Diego Escobar, dichiarò di voler rimanere in Castiglia e non ritornare più alle Indie2.

L’indegnazione d’Isabella è naturale, al pensiero di una simile violazione de’ più sacri diritti: ma come potè ella ammettere che l’Ammiraglio se ne fosse reso colpevole, ella che aveva letto in quell’anima eroica? ll suo errore non può spiegarsi che per l’infernale astuzia de’ nemici di Colombo; certamente spinsero l’audacia sino a fabbricare prove materiali del delitto che gli attribuivano.

Colombo aveva dato a ciascuno Spagnuolo che ripatriava, uno schiavo per servirlo; scegliendoli cioè fra gli schiavi legali, quelli, che, in virtù del diritto allora esistente, a pena della loro partecipazione alle uccisioni dei cristiani od alle ribellioni, si trovavano ridotti in ischiavitù; ed aveva conceduto ai Castigliani di condurre in loro vece le indiane che si erano con essi congiunte di legami, fosser anco meramente naturali: ma lungi dal far dono d’indigeni liberi e non percossi dalla legge a Spagnuoli, l’Ammiraglio aveva stipulato nel trattato, da lui ratificato il 21 novembre 1498, che questi «non imbarcherebbero schiavi di viva forza:» era sì alieno dal disporre d’Indiani liberi per venderli, che scriveva ai Re, alla partenza delle navi che trasportavano que’ medesimi schiavi, pregandoli di togliere a siffatti sudditi vi-

  1. Ordinanza 20 giugno 1500. — Coleccion diplomática, Documentos, n° cxxxiv.
  2. Nota al documento n° 134 della collezione diplomatica.