Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume I (1857).djvu/215

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capitolo settimo 207

tuato Colombo, tutti quanti, perfino i suoi ufficiali, erano spaventati della distanza già corsa.

Il primo ottobre, all’albeggiare del giorno, il luogotenente di servizio dichiarò che si erano fatte sino a quel momento cinquecento settant’otto leghe all’ovest dopo l’isola di Ferro. Questa cifra finì di abbattere gli animi; e nondimeno essa era al di sotto del vero. Il conto segreto, tenuto da Colombo, noverava già settecento sette leghe. L’Uomo della Provvidenza si sforzava di rianimare gli spiriti, di stimolare i piloti, e non ascondeva la sua intima soddisfazione pel concorso che i venti e il mare davano alla sua impresa.

Il vento sempre propizio li spingeva. Cristoforo ringraziò nel suo giornale il Signore della sua bontà, scrivendovi: «il mare è sempre propizio: ne sieno rese grazie infinite a Dio.» La flottiglia seguiva la sua corsa, e gl’indizi della terra si moltiplicavano. I piloti volevano bordeggiare, trarre alla ricerca delle isole che sembravano non dover essere lontane: ma l’ammiraglio rifiutò di uscir dalla sua via: voleva procedere diritto alle Indie. «Perdere il tempo fra via, diceva, sarebbe mancar di prudenza e di ragione.» Il mormorare prese allora un carattere di odio.


§ VI.


Le tante volte ingannati dai segni che parevano loro promettere terra, gli equipaggi non aggiungevan omai più fede ad ingannevoli apparenze; e cadevano in una taciturnità, indizio dell’ultimo scoraggiamento. I marinai si riunirono la prima volta in gruppi di tre o quattro, senza saputa degli ufficiali per consolarsi e alleviare il loro spavento confidandoselo; ma essi non facevano che aumentarlo, e irritarsi nel trasmettersi i loro timori. Queste riunioni diventarono di giorno in giorno più frequenti e più numerose. Il malcontento essendo generale, non si ebbe più alcuna cura di tenerlo occulto: si suscitavano quasi apertamente gli uni gli altri a disobbedire e resistere. Nella loro qualità di Spagnoli, detestavano naturalmente quello straniero, che, dicevan essi, aveva risoluto di avventurar la loro