Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume I (1857).djvu/217

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capitolo settimo 209

graverebbe la coscienza di alcun di loro; non era un delitto, ma uno spediente «prudenziale,» un sacrifizio fatto alla necessità: si poteva, pertanto, gettarlo «prudentemente» in mare; ed al ritorno in Ispagna, pubblicherebbesi che vi era caduto per accidente, la notte, mentre stava osservando attentamente le stelle. Nessuno certo penserebbe d’informarsi per minuto della verità del fatto: nella nobile Castiglia nessuno si piglierebbe cura di quel Genovese.

Ed ecco convenuto che di notte tempo lo si precipiterebbe in mare nel momento che verrebbe ulteriormente fissato. Segreto accordo ne fu stretto fra i tre equipaggi: noi abbiamo la prova, che, durante questa navigazione, le scialuppe delle tre caravelle furono molte volte in contatto per le necessità del servizio.

Questa cospirazione prontamente ordita, sotto il patronato dell’ignoranza e l’affiliazione della paura, si propagò in breve da un capo all’altro delle navi: quasi tutti n’erano complici, epperò non avevano capo. I piloti pensavano in silenzio fra sè quello che gridavano ad alta voce i maestri e i mozzi.

l capitani della Pinta e della Nina non ignoravano punto ciò che si tramava contro il comandante; ma da un lato, più istruiti e agguerriti contra i flutti del rimanente de’ marinai, essi non erano come loro spaventati; dall’altro, ei si sentivano in fatto, padroni di fare ciò che lor sarebbe piaciuto, perchè, eccettuati alcuni ufficiali della Santa Maria, i tre equipaggi, composti di loro compatrioti, parteggiavano interamente per loro. Ei si astenevano dal far qualsivoglia manifestazione personale; nondimeno, quantunque non incoraggiassero apertamente i ribelli, si guardavano dall’impedire le grida, i dileggi e le risoluzioni a danno dell’ammiraglio. Diverse volte nelle loro relazioni con Colombo, i tre fratelli Pinzon, e sopra tutto il primogenito, coll’alterigia de’ loro modi e la rozzezza loro del procedere gli avevano duramente provato ch’esso era isolato, e che la forza stava in lor mano, da potersene giovare quando che sia.

Il venerdì, 5 di ottobre, essendo il mare magnifico, l’aere pieno di soavità, il vento sempre propizio, i segni della pros-

Roselly, Crist. Colombo. 14