Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume I (1857).djvu/27

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INTRODUZIONE


Indifferenza de’ contemporanei di Cristoforo Colombo rispetto alla sua gloria. — Costanti simpatie della Santa Sede verso di lui. — Cagioni dell’oblio è del dispregio in cui cade la sua memoria. — L’età nostra tende a rimetterla in onore. — Preoccupazioni di fresco ispirate al pubblico dall’erudizione protestante. — accuse sistematiche e complicità retrospettiva di una fazione straniera. — Errore inevitabile de’ biografi intorno la persona, il carattere e le condizioni domestiche di Cristoforo Colombo. — Necessità di una nuova storia di questo Eroe del cattolicismo.

§ I.

Il 20 maggio 1504Fonte/commento: Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume I (1857).djvu/447, giorno dell’Ascensione, verso il mezzodì, a Valladolid, nella stanza d’un’osteria, il vice-re delle Indie, grande ammiraglio dell’Oceano, don Cristoforo Colombo, giacente sopra il letto de’ suoi dolori, assistito da alcuni religiosi Francescani, circondato da’ suoi due figli e da sette ufficiali della sua casa, rendeva l’anima a Dio.

La morte dell’Uomo che aveva raddoppiato lo spazio della Terra non parve produrre alcun vuoto, cagionare alcuna tristezza; non sembrò tampoco un avvenimento per la città, e molto meno una perdita per la Spagna, ove non fece senso; e rimase interamente ignorata fuori. A que’ dì l’attenzion pubblica era tutta volta all’arrivo della principessa Giovanna, figlia d’Isabella la Cattolica, la quale veniva, accompagnata dal suo real consorte, l’arciduca Filippo d’Austria, soprannominato «il bello» a pigliar possesso del regno di Castiglia, diventato eredità sua. Tutti i Grandi erano corsi ad incontrare gli augusti principi, cui la fama aveva già divulgato essere sbarcati alla Corogna