Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume I (1857).djvu/28

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20 introduzione

dopo un viaggio pericoloso interrotto da una specie di naufragio sulle coste d’Inghilterra. L’universale non pensava altro che alla venuta di que’ principi. L’affettuoso fratello di Cristoforo Colombo, l’amico della sua infanzia, lo stesso don Bartolomeo aveva dovuto, nell’interesse de’ propri nipoti, abbandonare il letto del malato, e andare in suo nome a complimentare i nuovi sovrani.

Maligne indiscrezioni intorno le contese coniugali che si levavano di frequente fra’ giovani monarchi, la discordia che si diceva già separare da suo genero il re Cattolico, le dissensioni della corte, le fazioni che vi si formavano, le gravi inquietudini sull’avvenire che questi conflitti preparavano, preoccupando tutti gli animi, distolsero l’attenzione da Cristoforo Colombo. Inoltre sapevasi che l’Ammiraglio dell’Oceano era scaduto dalla grazia del Re Cattolico, e quindi inviso alla corte. La sua morte rimase inavvertita. L’Uomo che aveva fatto dono alla Spagna della metà del globo, non ottenne nè onori, nè orazion funebre, nè monumento, ned epitafio!

L’indifferenza della turba per Cristoforo Colombo era tale che un letterato lombardo, in gran voga a que’ dì, Pietro Martire di Anghiera, il quale si era dianzi gloriato di essere familiare del grand’Uomo, e aveva preso stanza in Ispagna, nella speranza, diceva, di vivere alla posterità, scrivendo la storia della scoperta, non degnò neppure mentovare questa morte: perfino la cronaca di Valladolid, che dall’anno 1333 sino all’anno 1539 ha minutamente notati tutti gli avvenimenti d’interesse locale, fondazioni di cappelle, di scuole, nascite e matrimoni illustri, incendi, condanne capitali, entrate di vescovi nella diocesi, nomine di magistrati; non credette la morte di Colombo meritevole di venire ricordata ne’ suoi annali; onde per Colombo il silenzio dell’obblio parve precedere e accompagnare quello della tomba: niuno si curò del fine di lui: le sue gloriose e derelitte spoglie mortali furono piamente deposte dai Francescani, suoi soli amici, nel lor convento di Valladolid.

Epperò in capo a sette anni, avendo Ferdinando il Cattolico mutato consiglio, e volendo lasciare alla storia un esempio della sua reale gratitudine, si risovvenne dell’Uomo, che aveva cre-