Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume I (1857).djvu/339

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capitolo secondo 331

quelli il fratello di Guacanagari: veniva a pregar gli stranieri che scendessero e andassero a visitare il re, costretto a stare a letto per la sua ferita. Maldonado, accompagnato dai membri della commissione, prese terra incontanente e andò alla residenza del monarca, composta di un cinquanta case: lo trovarono disteso sopra una specie di letto, con intorno sette donne. Egli mostrò il suo dispiacere in non vedere l’ammiraglio; raccontò che Caonabo e Mayreni avevano trucidato i cristiani, ferito lui stesso; e additava la sua gamba bendata, mostrando sentir dolore nel portarvi sopra la mano. I membri della commissione credettero alla sincerità delle sue parole. Nel licenziarli, regalò ciascuno di loro di un gioiello d’oro, e gli incaricò dire all’ammiraglio che gli sarebbe riconoscente della sua visita, poichè non poteva andare egli stesso a visitarlo. Lasciando stare queste istanze, il fratello di Guacanagari andò a fare all’ammiraglio un diretto invito.

La dimane dopo il pranzo, l’ammiraglio comandò ai diciassette capitani delle caravelle, di smontare a terra in gran parata. Egli vi discese col suo Stato maggiore, le cui ricche divise sarebbero state ammirate anche in una gran metropoli. Colombo non trasandava mai nulla di ciò che poteva produrre buon effetto: aveva altresì preparati diversi presenti. Questo brillante corteo giunse alla dimora del re, che si era preparato a riceverlo. _

Quando apparve Colombo, Guacanagari, senza calare dal suo letto sospeso, fecegli le più graziose dimostrazioni. Nell’esprimere il suo dolore per la morte de’ cristiani, i suoi occhi si empierono di lagrime: dipinse il loro fine deplorabile, e non dimenticò gli sforzi da lui tentati per soccorrerli: mostrava su diversi suoi sudditi fresche cicatrici, e le fascie che avviluppavangli la gamba. Siccome il dottor Chanca, medico in capo della flotta, aveva condotto seco un chirurgo della spedizione, Colombo disse al re che ambedue erano valentissimi nel guarire le ferite, e perciò lo invitava a mostrar la sua. Egli condiscese di buon grado. Ma il dottore Chanca trovò che non v’era sufficiente luce nella stanza, o che sarebbe stato meglio andare all’aria aperta per esaminarla bene. Allora aiutandosi col braccio