Pagina:Cronica de matematici.djvu/77

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[302][432]CIRILLO Alessandrino Vescovo nella sua Patria, Nepote, cioè figliuolo d’un fratello di Teofilo, di cui si ragionò di sopra, fù prima Monaco del Monte Carmelo. Tenne il luogo di Papa Celestino nel Concilio di Efeso di 200. Vescovi contro Nestorio, e Pelagio. Fù d’ingegno acutissimo, Filosofo, Teologo, e Matematico. Scrisse molte opere Teologiche. Scrisse anco del Ciclo Pascale un libro, nel quale contro i Calunniatori difese la dottrina di Teofilo suo Zio.

[304][440]ARISTIDE Quintiliano fù Musico, e scrissene tre libri dottissimi in lingua Greca, i quali hoggi vivono. Raccolse egli in quelli quanto in quella professione à suoi tempi si poteva desiderare, e parlonne larghissimamente.

[307][450]GIOVANNI Gramatico cognominato Philopono, cioè amico della fatica, fù discepolo di Hammonio di Hermea, e condiscepolo di Simplicio. Fù gran Filosofo Peripatetico, e commentò gran parte dell’opere di Aristotile. Attese anco alle Matematiche, onde si vedono ne suoi commentarii seminate molte cose, delle quali appare quanto egli ne fosse intendente. Scrisse egli commentarii sopra i libri Aritmetici di Nicomaco Geraseno, i quali vivono, e si trovano nell’Accademia


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