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24 PLATONE IN ITALIA

necessari per dar alla patria de’figli che la legge riconosca: ed appena appare in Atene o Titnandria o Teodora o Lastenia o Laide o altra tale, tutti corrono dietro le medesime, e queste esercitano quell’impero, che la natura parea che avesse destinato alle mogli. E come potrebbe avvenire diversamente, se le etère1 hanno quelle virtú e quella intelligenza, che le mogli, per colpa di educazione trascurata, non hanno? L’impeto de’ sensi o cessa o cangia ben presto di oggetto: i soli desidèri della ragione sono eterni.

Quindi avvien ancora che presso di noi qualche savio ha detto che il vero amore trovar non si potea colle donne. Chiunque non trova nell’oggetto amato altro che la bellezza del corpo, ama le cose dell’amico e non l’amico istesso2.

Io non so qual sia stata la mente dei nostri legislatori nell’ordinar tali cose. È credibile che sieno avvenute senza che essi vi abbian pensato. Ma. se mai han creduto, con tali ordini, render gli animi de’ cittadini liberi dagli affetti domestici, e perciò piú coraggiosi e piti forti, hanno per certo errato: perché quell’impero, che presso di noi non hanno le mogli, ottengono le etère; e tu ben sai quante volte il capriccio di una di queste ha dettate le leggi in Atene. Si dice che in Corinto si educhino molte etère in memoria delle loro preghiere a Venere, colle quali una volta salvaron la patria. Altri dicono che ciò sia per fine di commercio. Io direi che ciò sia stato immaginato per dar le leggi alla Grecia3.

Se tu vai in Sparta, al contrario, trovi che ivi le mogli esercitano un potentissimo impero sui loro mariti. Uno spartano, dopo il suo brodo nero e dopo il suo giavellotto, non ha cosa al mondo piú cara della moglie; né perciò uno spartano è da

  1. ATENEO, XIII. Questo nome indicava nei primi tempi un’«amica»; poscia indicò una donna di cui Ninon nella storia moderna potrebbe esser in parte un’immagine. Le etère ornavano il loro spirito con tutte le belle cognizioni, e spesso aveano anche molta virtú; ma non avevan mai condizione civile.
  2. Queste parole si trovano in Platone.
  3. ATENEO, ibidem.