Pagina:Cuoco, Vincenzo – Platone in Italia, Vol. I, 1928 – BEIC 1793340.djvu/31

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VI - DISCORSO DI PLATONE 25

meno di un ateniese. Io mi ricordo il tratto di una donna di Sparta. Una sua conoscente ateniese, quasi invidiandola, le domandava: — Perché i vostri mariti vi aman tanto? — Perché — essa rispose — le sole spartane sanno dare de’ cittadini alla patria. — Detto profondo e vero, perché non può dare al figlio l’educazione di un cittadino colei che ha la condizione e la mente di una serva.

Tu vedrai qui in Italia mille monumenti elevati all’amor filiale, alla pietá maritale, alla caritá patria delle donne; mille volte esse han salvata la patria col loro coraggio, coi loro doni, coi consigli loro. Oimè! la Grecia si è trovata mille volte in simili perigli, e le femmine nostre non han saputo far altro che riempierla maggiormente di lutto, di gemiti e di confusione1. Ed il piú illustre monumento, che noi abbiamo, è quello che il passaggiero incontra sul Ceramico: alle etère che pregavano Venere per la salute della patria. Vedrai mille monumenti elevati alla bellezza delle donne, nessuno alla loro virtú2.

Se mai io fossi fondator di cittá, prima di tutto vorrei eguagliare la condizione de’ due sessi. Taluni han riso di questo mio detto, ed han domandato se io credeva seriamente che una donna potesse brandir l’asta e correr tra le prime file in faccia all’inimico. Ma qual necessitá che vi corrano? Io parlava di giustizia eterna, ed essi parlavan di quella convenienza che cangia a seconda de" tempi e de’ luoghi3. È giusto che una metá del genere umano possa fare, al pari dell’altra, tutto ciò che vuole? Ebbene: ordinate le vostre leggi secondo la giustizia: gli uomini vedranno tra loro ciò che è utile. Ma senza il giusto l’utile non vi può esser mai, perdio, non essendovi l’eguaglianza, non vi può esser la scelta.

La scuola pitagorica è stata la sola che finora abbia compresa questa veritá, ed ha prodotto ne’costumi d’Italia quel-.

  1. ARISTOTELE dice questo delle stesse spartane (Politica, II).
  2. DICEARCO
  3. Si sa che i libri di PLATONE Sulla repubblica non sono che un trattato sulla natura della giustizia.