Pagina:Cuoco - Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799, Laterza, 1913.djvu/122

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112 saggio storico

superbi che in Napoli la classe de’ patrioti sia stata la classe migliore: ivi, e forse ivi solamente, la rivoluzione non è stata fatta da coloro che la desideravano sol perché non avevano che perdere. Ma in una grande agitazione politica è impossibile che i scellerati non si rimescolino ai buoni, come appunto agitando un vaso, è impossibile che la feccia non si rimescoli col fluido. Il grande oggetto delle leggi e del governo è di far si che, ad onta de’ nomi comuni de’ quali si vogliono ricoprire, si possano sempre distinguere i buoni dai cattivi, e che si riconosca per patriota solo colui che è degno di esserlo. Allora i cattivi non corromperanno l’opera de’ buoni. Allora il governo de’ patrioti sará il migliore de’ governi, perché sará il governo di coloro che amano la patria. Ma tale è la dura necessitá delle cose umane, che spesso le maggiori avvertenze, che si prendono per far prevalere i buoni, non fanno che allontanarli e verificare l’antico adagio: che nelle rivoluzioni trionfano sempre i pessimi.

Nelle altre rivoluzioni i rivoluzionari non buoni han fatto sorgere principi pessimi. In quella di Napoli principi non nostri e non buoni fecero perdere gli uomini buoni. Nulla di migliore degl’individui che avevamo, perché i principi loro individuali erano retti: se le operazioni politiche non corrisposero alle loro idee, ciò avvenne perché i principi pubblici non erano di essi ed erano fallaci. Questi principi politici per necessitá doveano corromper tutto.

Alcuni falsi patrioti o maligni speculatori, ai quali né la classe de’ buoni né un solo del governo aderí mai, dicevano che tutti gli aristocratici, che tutt’i vescovi, tutt’i preti, tutt’i ricchi dovevano essere distrutti. Non erano contenti che fossero eguagliati agli altri. La repubblica fiorentina operava una volta cogli stessi princípi; e la repubblica fiorentina fu perciò in una continua guerra civile, che finalmente produsse la sua morte. Questo avviene inevitabilmente tutte le volte che la repubblica non è fondata sopra la giustizia; e non lo è mai ogni qual volta, dopo aver distrutta la classe, continua a perseguitar l’individuo, non perché ami le distinzioni della classe