Pagina:Cuoco - Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799, Laterza, 1913.djvu/200

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190 saggio storico


Nelson col resto della sua flotta giunse nella rada di Napoli durante l’armistizio, e dichiarò che un trattato fatto senza di lui, che era ammiraglio in capo, non dovea esser valido; quasi che l’onorato e valoroso Food, che era persona legittima a ricevere i castelli, non lo fosse poi ad osservare le condizioni della resa; quasi che una capitolazione potesse esser legittima per una parte ed illegittima per l’altra, e, non volendo mantener le promesse fatte alla repubblica napolitana, non fosse necessario restituire ai suoi agenti tutto ciò che per tali promesse aveano giá consegnato. Acton diceva e faceva dire al re, che era a bordo dei vascelli inglesi, circondato però dalle creature di Carolina: che «un re non capitola mai coi suoi ribelli»1. Egli infatti era padrone di non capitolare; ma si poteva domandare se mai, quando un re abbia capitolato, debba o no mantenere la sua parola!

Intanto i patrioti per Napoli erano arrestati; la partenza di quei che eransi imbarcati si differiva; Mégeant che avea gli ostaggi nelle sue mani, Mégeant che avea ancora forza per resistere, che poteva e doveva essere il garante della capitolazione, Mégeant dormiva. Nel tempo dell’armistizio permise che i nemici erigessero le batterie sotto il suo forte. Fu attaccato, fu battuto, non fece una sortita, appena sparò un cannone, fu vinto, si rese.

Segnò una capitolazione vergognosissima al nome francese. Quando dovea rimaner solo per ricoprirsi di obbrobrio, perché non capitolò insieme cogli altri forti? Restituí gli ostaggi, ad onta che vedesse i patrioti non ancora partiti e ad onta che resistesse ancora Capua, ove gli ostaggi si poteano conservare. Promise di consegnare i patrioti che erano in Sant’Elmo, e li consegnò. Fu visto scorrere tra le file dei suoi soldati, e riconoscere ed indicare qualche infelice che si era nascosto alle ricerche, travestito tra quei bravi francesi, coi quali avea sparso il suo sangue. Neanche Matera, antico ufficiale francese,

  1. Espressione di un dispaccio.