Pagina:Cuoco - Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799, Laterza, 1913.djvu/266

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256 lettere a vincenzio russo

gigante, insulta i tardi ed inutili rimedi. Non mai un usurpatore, che abbia del senno, vorrá incominciare dalle grandi usurpazioni.

Non si avvede Pagano che, facendo rimaner gli efori in carica un anno solo, mentre tutti gli altri magistrati durano piú di un anno, essi dovrebbero essere o al sommo virtuosi o al sommo stupidi, per misurarsi con coloro, i quali un momento dopo potrebbero ben vendicarsi di un uomo che la legge condanna a rimaner nella condizione di privato? Qual filosofia è mai quella, che mette sempre in contrasto la volontá con la legge e la virtú coll’interesse?

Pagano teme che tal magistratura non diventi troppo potente. Rousseau credeva che essa non fosse mai debole abbastanza. Si rammentano gli esempi di Roma e di Sparta, rovesciate dai tribuni e dagli efori; ma si obblia che questi tribuni e questi efori sostennero Sparta e Roma per cinque secoli. E quale è mai quella tra le istituzioni umane che possa lusingarsi di essere eterna?

Abbastanza si frena il potere degli efori accrescendone il numero, e Pagano saggiamente ha provvisto che essi sien tanti quanti sono i dipartimenti della repubblica, e che si risolvino gli affari, se non ad uniformitá di voti, almeno ad una pluralitá maggiore di due terzi.

L’eforato si è temuto piú del dovere, da che se gli è dato maggior potere di quello che gli spetta. Gli efori, si dice, debbono invigilare sulla condotta, debbono impedire le usurpazioni di tutt’i poteri. Di tutti? Ma intanto uno dei poteri non usurpa mai nulla, poiché, anche togliendo agli altri poteri, non fa che ritogliere ciò che egli stesso ha donato. In faccia al potere legislativo, in faccia al sovrano, non ci vogliono efori, perché la sovranitá è inalienabile. Il tribuno di Roma si opponeva al senato; ma, subito che il popolo avea risoluto, il tribuno taceva. I tribuni non corruppero la repubblica romana confondendo i poteri, ma bensí corrompendo sovente a perniciosi partiti il popolo, il quale, senza usurpare il potere di nessuno, abusò del suo. Ma questo pericolo diverrebbe molto minore in faccia ad