Pagina:Cuoco - Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799, Laterza, 1913.djvu/271

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frammento sesto 261

feste, dei premi; e, piú che a prometter premi, mi occuperei a dirigere la stima della nazione e l’approvazione del governo: rimenerei l’uomo sul dritto sentiero, non tanto allontanandolo dal male, quanto ravvicinandolo al bene. L’amor della virtú, prima di diventar bisogno, deve esser passione; ma, prima di divenir passione, deve essere interesse.

Libertá! virtú! ecco quale deve esser la meta di ogni legislatore; ecco ciò che forma tutta la felicitá dei popoli. Ma, come per giugnere alla libertá, cosí la natura ha segnata, per giugnere alla virtú, una via inalterabile: quella che noi vogliam seguire non è la via della natura.

Per quale fatalitá lo stesso entusiasmo della virtú, spinto troppo oltre, può riuscir funesto all’umanitá! Noi siamo illusi dagli esempi dei popoli che piú non sono, e dei quali il tempo ha fatto obbliare i vizi e le debolezze: a traverso del velo dei secoli, essi appariscono agli occhi nostri quai modelli perfetti di una virtú che non è piú umana; e noi, per voler essere ottimi cittadini di Sparta e di Roma, cessiamo di esser buoni abitatori di Napoli e di Milano.

Ti dirò un’altra volta le mie idee sullo studio della morale, sulle cagioni per le quali è stato tanto trascurato presso di noi, sulle cagioni delle contraddizioni che ancora vi sono tra precetti e precetti, tra i libri e gli uomini; e forse allora converrai meco che di questa scienza, che tanto interessa l’umanitá, non ancora si conoscono quei princípi che potrebbero renderla ed utile e vera.

La virtú è una di quelle idee non mai ben definite, che si presentano al nostro intelletto sotto vari aspetti; è un nome capace di infiniti significati. Vi è la virtú dell’uomo, quella delle nazioni, quella del cittadino: si può considerar la virtú per i suoi princípi, si può considerare per i suoi effetti.

La virtú del cittadino altro non è che la conformitá del suo costume col costume della nazione; le nazioni antiche temevano egualmente l’eccesso del bene e quello del male. Quando gli efesi discacciarono Ermodoro, non gli dissero: — Parti, perché sei cattivo; — ma dissero: — Parti, perché sei migliore di tutti noi. — Dacché noi non abbiamo piú costume pubblico, la virtú è divenuta