Pagina:Cuoco - Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799, Laterza, 1913.djvu/356

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346 rapporto al cittadino carnot

Appena incominciò l’inquisizione di Stato, Guidobaldi divenne delatore. Fra gli altri tradimenti commise eziandio quello di denunziare un suo amico e cliente insieme, che lo consultava sulle accuse che temeva. Egli fu che fece cadere i maggiori sospetti contro Carafa. E questa infamia ebbe per ricompensa la toga. Si elevò sulla rovina di Giaquinto e Pignatelli, che erano stati i di lui protettori. In séguito distrusse anche Vanni, che lo avea difeso contro Pignatelli e Giaquinto. Spinse la ferocia oltre la linea in cui l’avea portata Vanni. Fu piú crudele e piú vile. Si son ritrovate lettere sue, nelle quali prometteva premi e cariche ad alcuni, per indurli a deporre contro i pretesi rei di opinione. Fu tanto riputato in questo ramo, che la corte lo scelse direttore del tribunale di polizia o sia di pubblico spionaggio. Avvicinatisi i francesí, fuggi, e ricomparve coll’armata cristianissima. Portò tant’oltre le sue idee di crudeltá, che, immaginando il gran numero degl’impiccati che vi sarebbero (i quali, secondo lui, dovevano oltrepassare quello di duemila solamente nella capitale), per far un benefizio al fisco, fece una transazione col boia, a cui invece di ducati sei ad operazione, che prima esigeva, stabilí una mesata fissa. Soleva dire a’ suoi favoriti ch’egli allora pranzava con giubilo, quando piovevano le teste de’ giacobini nella piazza del Mercato.

p. 309, v. 9. La Giunta di Stato, in séguito delle istruzioni ricevute, ha fatta una scala di pene, delle quali la minore è l’esilio. Noi non vogliamo prevenire le riflessioni dell’accorto lettore nell’osservare come in sí fatta classificazione la tirannia ha procurato di collocare la virtú sul posto del delitto, come la forza per un istante ha potuto imporle silenzio; ma la fama a cento bocche la fa echeggiare in tutt’i punti dello spazio, e la giustizia, ch’è l’arbitra dell’universo, la rivendica degli oltraggi ricevuti; giacché la virtú non appartiene al regno degli uomini, ma all’impero delle leggi della natura, di cui ella è figlia.

I. Sono stati considerati come rei di prim’ordine e degni di morte: 1° tutt’i principali impiegati della repubblica napoletana, e sotto il loro nome sono stati compresi tutti quei che furono rappresentanti, direttori, generali, commissari organizzatori, membri dell’alta commissione militare e del tribunale rivoluzionario; 2° tutt’i capi di clubs anteriori alla venuta de’ francesi; 3° tutti coloro che ebbero parte alla presa di Sant’Elmo, che andarono a trovar i francesi in Capua o Caserta, che vennero battendosi