Pagina:Cuore.djvu/131

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


bassa: - Pin! Pin! Pinot! - A furia di chiamarlo si fecero sentire. Il ragazzo li guardò, e nascose il sorriso dietro il cappello.

A un dato punto tutte le guardie si misero sull’attenti.

Entrò il Sindaco, accompagnato da molti signori.

Il Sindaco, tutto bianco, con una gran sciarpa tricolore, si mise al tavolino, in piedi; tutti gli altri dietro e dai lati.

La banda cessò di suonare, il Sindaco fece un cenno, tutti tacquero.

Cominciò a parlare. Le prime parole non le intesi bene; ma capii che raccontava il fatto del ragazzo. Poi la sua voce s’alzò, e si sparse così chiara e sonora per tutto il cortile, che non perdetti più una parola. - ...Quando vide dalla sponda il compagno che si dibatteva nel fiume, già preso dal terrore della morte, egli si strappò i panni di dosso e accorse senza titubare un momento. Gli gridarono: - T’anneghi!, - non rispose; lo afferrarono, si svincolò; lo chiamaron per nome, era già nell’acqua. Il fiume era gonfio, il rischio terribile, anche per un uomo. Ma egli si slanciò contro la morte con tutta la forza del suo piccolo corpo e del suo grande cuore; raggiunse e afferrò in tempo il disgraziato, che già era sott’acqua, e lo tirò a galla; lottò furiosamente con l’onda che li volea travolgere, col compagno che tentava d’avvinghiarlo; e più volte sparì sotto e rivenne fuori con uno sforzo disperato; ostinato, invitto nel suo santo proposito, non come un ragazzo che voglia salvare un altro ragazzo, ma come un uomo, come un padre che lotti per salvare un figliuolo, che è la sua speranza e