Pagina:Cuore.djvu/161

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Estero. A un certo punto ti dovremmo lasciare, e avresti ancora un gran tratto da far a piedi.

- Ah! io ne farei il doppio! - esclamò Marco; - io camminerò, non ci pensi; arriverò in ogni maniera, mi faccia un po’ di posto, signore, per carità, per carità non mi lasci qui solo!

- Bada che è un viaggio di venti giorni!

- Non importa.

- È un viaggio duro!

- Sopporterò tutto

- Dovrai viaggiar solo!

- Non ho paura di nulla. Purché ritrovi mia madre. Abbia compassione!

Il capataz gli accostò al viso una lanterna e lo guardò. Poi disse: - Sta bene.

Il ragazzo gli baciò la mano.

- Stanotte dormirai in un carro, - soggiunse il capataz, lasciandolo; - domattina alle quattro ti sveglierò. Buenas noches.

La mattina alle quattro, al lume delle stelle, la lunga fila dei carri Si mise in movimento con grande strepitio: ciascun carro tirato da sei bovi, seguiti tutti da un gran numero di animali di ricambio. Il ragazzo, svegliato e messo dentro a un dei carri, sui sacchi, si raddormentò subito, profondamente. Quando si svegliò, il convoglio era fermo in un luogo solitario, sotto il sole, e tutti gli uomini - i peones - stavan seduti in cerchio intorno a un quarto di vitello, che arrostiva all’aria aperta, infilato in una specie di spadone piantato in terra, accanto a un gran foco agitato dal vento. Mangiarono tutti insieme, dormirono e poi ripartirono; e così il viaggio continuò,