Pagina:Cuore.djvu/38

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- Vedi gente?

- No. Saran nascosti nel grano.

In quel momento un fischio di palla acutissimo passò alto per l’aria e andò a morire lontano dietro alla casa.

- Scendi, ragazzo! - gridò l’ufficiale. - T’han visto. Non voglio altro. Vien giù.

- Io non ho paura, - rispose il ragazzo.

- Scendi... - ripeté l’ufficiale, - che altro vedi, a sinistra?

- A sinistra?

- Sì, a sinistra

Il ragazzo sporse il capo a sinistra; in quel punto un altro fischio più acuto e più basso del primo tagliò l’aria. Il ragazzo si riscosse tutto. - Accidenti! - esclamò. - L’hanno proprio con me! - La palla gli era passata poco lontano.

- Scendi! - gridò l’ufficiale, imperioso e irritato.

- Scendo subito, - rispose il ragazzo. - Ma l’albero mi ripara, non dubiti. A sinistra, vuole sapere?

- A sinistra, - rispose l’ufficiale; - ma scendi.

- A sinistra, - gridò il ragazzo, sporgendo il busto da quella parte, - dove c’è una cappella, mi par di veder...

Un terzo fischio rabbioso passò in alto, e quasi ad un punto si vide il ragazzo venir giù, trattenendosi per un tratto al fusto ed ai rami, e poi precipitando a capo fitto colle braccia aperte.

- Maledizione! - gridò l’ufficiale, accorrendo.

Il ragazzo batté la schiena per terra e restò disteso con le braccia larghe, supino; un rigagnolo di sangue gli sgorgava dal petto, a sinistra. Il sergente e due soldati saltaron