Pagina:Cuore (1889).djvu/87

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il piccolo scrivano fiorentino 75

Portalo a letto! — Il padre lo pigliò fra le braccia, lo portò nella sua camera, lo mise a letto, sempre ansando e carezzandolo, e gli accomodò i cuscini e le coperte. — Grazie, babbo, — andava ripetendo il figliuolo, — grazie; ma va a letto tu ora; io sono contento; va a letto, babbo. — Ma suo padre voleva vederlo addormentato, sedette accanto al letto, gli prese la mano e gli disse: — Dormi, dormi figliuol mio! — E Giulio, spossato, s’addormentò finalmente, e dormì molte ore, godendo per la prima volta, dopo vari mesi, d’un sonno tranquillo, rallegrato da sogni ridenti; e quando aprì gli occhi, che splendeva già il sole da un pezzo, sentì prima, e poi si vide accosto al petto, appoggiata sulla sponda del letticciolo, la testa bianca del padre, che aveva passata la notte così, e dormiva ancora, con la fronte contro il suo cuore.


LA VOLONTÀ

28, mercoledì

C’è Stardi, nella mia classe, che avrebbe la forza di fare quello che fece il piccolo fiorentino. Questa mattina ci furono due avvenimenti alla scuola: Garoffi, matto dalla contentezza, perchè gli han restituito il suo album, con l’aggiunta di tre francobolli della repubblica di Guatemala, ch’egli cercava da tre