Pagina:Cuore infermo.djvu/125

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

Parte terza 125

per confidente, mi addolorate e mi piacete tanto? Tanti perchè sciocchi. Forse vi amo, contessa.

— No, voi v’ingannate — rispose ella, rallentando di nuovo le parole e fissandolo bene — voi v’ingannate, duca. Conosco io la verità.

— Ditemela dunque.

— Non è bella la verità. Siete innamorato; ma colei che non vi ama in casa vostra, venite ad amarla qui, in casa mia. Non è bella la verità, duca; nè per voi, nè per me.

Egli si alzò senza guardarla. Alla porta, salutò:

— Addio, signora.

Nè lei gli rispose. Lo lasciò andare. Col corpo abbandonato, colla testa riversa sulla spalliera del divano, fiutava la sua fialetta da profumi.


Nella strada, egli camminava velocemente. Sentiva solo le sue mani brucianti, che al contatto delle mani di lei avevano presa la febbre.


IV.


Invece di un suggello con uno stemma o dalla semplice iniziale borghese, sulla busta vi era una rondinella bianca e nera, che portava nel beccuccio una margherita; all’angolo superiore del foglietto, a sinistra, una rondinella piccina, con una margheritina. E giù quattro paginette di un caratterino nervoso, saltellante, ineguale, che qua e là rivelava il ghiribizzo di una penna quasi infantile. Marcello, riconoscendone la sentimentale e