Pagina:Cuore infermo.djvu/93

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Cuore infermo p207.png


PARTE TERZA




I.


Paolo Collemagno, con un gesto brusco, allungò le redini sul collo del suo cavallo sauro e sorpassò, col suo leggero carrozzino, la victoria che egli perseguitava senza posa. La dama della victoria lanciò una breve occhiata ai due giovanotti, poi volse il capo dall’altro lato. Il secondo dei due, Marcello Sangiorgio, sorrise.

— È in collera teco? — chiese all’amico.

— Bah! — esclamò l’altro, con una energica stretta di spalle.

— Vale a dire?

— Vale a dire che non si sa mai quando Lalla sia in collera o in bontà, di buonumore o di malumore. Gli osservatori ci si perdono.

— Figurarsi chi ne è innamorato! Tu, per esempio.

— Lo dicono. Non ne so niente.