Pagina:D'Annunzio - Il libro delle vergini.djvu/48

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

le vergini 43

cefissi ignudi, le piccole figure di cera deformi, tutte le cose in torno, prendevano per lei apparenze impure. Da tutte le cose l’impurità emanava e le alitava su la persona, affocantemente. Era allora una suprema pugna, in cui la conscienza si curvava, la volontà si piegava, i sensi sopravvincevano.

— Ecco, ora scendo nella strada — diceva ella a se stessa, non reggendo più.

Poi le mani le tremavano su la porta, nell’aprire: il chiavistello scorrente nelli anelli le dava ancora un’immagine oscena. Ella tornava in dietro, si gettava su ’l letto quasi svenendosi, livida, sotto un fantasma d’uomo.


IX.


La domenica delle Palme ella uscì dopo tanti mesi, per la prima volta; poichè Camilla voleva condurla a render grazie della guarigione al Signore. Quando le campane si misero a squillare, Giuliana s’affacciò. Tutto il paese era ridente nel grande riso pasquale del sole d’aprile. Tutto il contado invadeva le vie con il segno pacifico dei rami di olivo.