Pagina:D'Annunzio - Il libro delle vergini.djvu/51

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
46 il libro delle vergini

passare l’amore, ella si trovava così a mettere il suo corpo tra quei corpi che si cercavano, ella era un ostacolo a quei gesti che tentavano toccarsi, ella separava le strette di quelle mani, i legami di quelle braccia. Ma qualche cosa di quelle carezze interrotte le penetrava nel sangue. In un punto ella s’incontrò a faccia a faccia con un soldato biondo; quasi gli posò il capo su la tunica, perchè una colonna di gente dietro la spingeva. Ella levò li occhi; e il giovine sorrise come aveva sorriso un giorno dall’abbaino della caserma. Dietro, l’urto seguitava: il vapore dell’incenso si spandeva più denso, e il Diacono dal fondo cantò:

Procedamus in pace.

E il coro rispose:

In nomine Cristi. Amen.

Era l’annunzio della processione, che mise un sommovimento enorme in tutto il popolo. Per una violenza d’istinto, senza pensare, Giuliana si attaccò all’uomo, come se già gli appartenesse; si lasciò quasi sollevare da quelle braccia che la prendevano ai fianchi, si ne’ capelli quel fiato virile che sapeva lievemente di tabacco. Ella andava così, indebolita, sfinita, oppressa da quella voluttà che l’aveva colta d’improvviso, non vedendo che un barbaglio dinanzi a sè.

Allora dall’altare maggiore si mosse il turiferario