Pagina:D'Annunzio - Il libro delle vergini.djvu/50

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le vergini 45

stiana si diffondeva per tutta l’aria da quelle selve, come se si appressasse il Galileo, il re povero e dolce sedente su l’asina fra la turba dei discepoli, in contro alli osanna del popolo redento. Benedictus qui venit in nomine Domini. Hosanna in excelsis!

Nella chiesa la folla era immensa, la selva delle palme era immensa. Per una di quelle correnti che si formano irresistibili nelle masse di popolo, Giuliana fu divisa da Camilla; restò sola in quel rigurgito, in mezzo a tutti quei contatti, in mezzo a tutti quelli urti, a tutti quelli aliti. Ella tentava aprirsi un varco: le sue mani incontravano delle schiene d’uomini, delle altre mani tiepide il cui tocco la turbava. Ella si sentiva sfiorare il volto da una foglia d’olivo, contrastare il passo da un ginocchio, spingere il fianco da un gomito, offendere il petto, offendere le spalle da pressioni incognite. Sotto l’odore dell’incenso, sotto le palme benedette, nella penombra mistica, in tutto quell’ammasso di cristiani e di cristiane piccole scintille erotiche scoccavano per attrito e si propagavano; amori segreti si ritrovavano e si congiungevano. Passavano accanto a Giuliana fanciulle della campagna con palme su ’l petto, con un riso fuggente nel bianco delli occhi vòlto ad amatori che dietro le insidiavano; ed ella sentiva in torno a sè così