Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/118

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LAUDI DEL CIELO E DEL MARE

o Erme, ché nelle fucine,
come la man puerile
incide la tenera canna
2464o divide le fibre
del cortice lieve, l’ordigno
facile taglia distende
assottiglia fóra contorce
per mille guise il metallo
ammassato in solidi pani.
Odimi, o Inventore.
2471E i magli, i magli più vasti
delle rupi che il lacertoso
Ciclope scagliò contra Ulisse
tuo caro, invisibile pugno
solleva e precipita in ritmo
agevolmente come
il fanciullo manda e ribatte
2478volubile palla per gioco.

Gioco di fanciullo era a poppa
del nautico pino il chenisco,
l’anitrella scolpita
nella curva trave spalmata
perché galleggiasse in eterno.
O Erme, nave catafratta
2485or galleggia e naviga senza
vele né remi. Discende
pel pendìo dello scalo
nel mare compagine eccelsa
come cittadella munita,


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