Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/171

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DELLA TERRA E DEGLI EROI

o salsero le Oceanine
al tramontar della luna,
poi ch’ebber finito il lor pianto
3976amaro sopra i tuoi lutti,
Amphithalassia, e ingorde
se ne saziarono? Ancóra
siede la giovinetta
sul margine della cisterna
e canta? “Papavero folto„
cantava “prestami i fior tuoi
3983e il tuo rossore ch’i’ mi vesta
scenda al lido e strugga d’amore!„
Siede tra le sette colonne
la madre dal nero grembiule?
“Come sono squallidi i monti!„
cantava “O vento li combatte,
o pioggia. Né vento né pioggia.
3990Li passa Caronte co’ morti.„

Rombava talora nel vento
su l’Acrocorinto spogliato
un’ala fùnebre. E io vidi
Thànatos, il fosco fanciullo [Il fanciullo Thànatos]
che soffiò per entro alle nari
delicate e sopra le tarde
3997pàlpebre de’ tuoi goditori,
o Doriese, premendo
le guaste ghirlande cadute
su’ tuoi marmi aspersi di vino.
Portato dalla tua Notte


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