Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/180

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LAUDI DEL CIELO E DEL MARE

che appeso per l’ansa a un ulivo
refrìgera l’acqua nel vento.
Egina tricoste, delizia [Il sorriso egineta]
4235del golfo, pe’ tuoi freschi orciuoli
ti loderò, pe’ tuoi fichi
densi, pe’ tuoi mandorli ch’io
non vedo fiorire? o pel bronzo
che Onàta fondeva sì ricco?
o pel marmoreo sorriso
che incurva le labbra agli opliti
4242morenti in fronte al tuo tempio?

Salamina, isola di Aiace
Telamonio, falce di luna
petrosa che mai non tramonta
sul mare né mai nel ricordo
degli uomini, gloria di rostri,
vittoria volante con triplo
4249remeggio sul sangue salmastro,
penso alla tua ora divina
quando i trierèti in silenzio
poggiarono i remi agli scalmi
assicurati col cappio
di corda e ciascuno credette
udire Pallade armata
4256scendere sopra la prua,
e Serse era in trono sul monte,
e di repente dai petti
ellèni proruppe il peàna,
squillarono tutte le trombe,


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