Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/184

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LAUDI DEL CIELO E DEL MARE

4347trattiene l’Estate su i mari.

Voluttà, voluttà
d’Ariadne e di Dionìso
commisti sul carro che aggioga
la maculosa pantera
cui l’Amore diè per sorella
una nudità constellata
4354dai segni del bacio crudele!
Tra il Cretico Mare e il Mirtòo
mollizie insulare, lascivo
sale che ancor bolle e schiumeggia
della sua figlia Afrodite,
amaritudine d’ulve
e di veneficii e di pianti,
4361ove Pasifàe morta ondeggia
riversa con le sue palme
calde tuttavia del sudore
malvagio, non spenta per anche
la carne che giunta fu all’ossa
come il fuoco al legno del pino!
Ah belle da presso e di lungi
4368le Cicladi, e molto a me dolci.

Ma a te tornerò col mio cuore,
isola di Aiace, a te forza
delle triere rostrate,
potenza adunca del ràffio,
gloria delle glorie navali,
per compier con soli i miei remi


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