Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/195

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DELLA TERRA E DEGLI EROI

con la bionda ragia del pino
pentèlico, per i conviti
occulti ove sia nostro lume
e nostra allegrezza lo sguardo
4662di quelli occhi cesii che sai.

Lascia la sua fronte nell’alto
Etere, e inclìnati su i lembi
della sua tunica ornati
di belle ghirlande marine.
Forse non sapremo giammai
il nome del fiore paràlio [Le ghirlande marine]
4669che vedemmo sopra le sabbie
di Fàlero, e coglierlo noi
non ci ardimmo, ah di sì lieve
bellezza che parveci entrasse
in noi non pel varco dei sensi
ma com’entra un puro pensiero.
Fàlero, tutto l’azzurro
4676dell’Attica scende alla tua
baia, si versa in te come
in un lebète d’argento
e ci fa sitibondi
del tuo sale! Anche Munichia
ha la sua coppa rotonda
scavata nell’ònice schietto;
4683anche Zea, nel fianco dell’Acte.

Ma tu fosti fatto di mano
d’inimitabile artiere.


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