Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/237

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DELLA TERRA E DEGLI EROI

mangerà gli escrementi
su le vostre piazze sonore
colui che vorrà far giudicii
per esaltarvi nell’inno,
per abominarvi nell’ira,
5859per stringervi in patto di pace?

Egli sarà segnato
della profonda ruga,
ma avrà nella carne un cuor novo.
Foggerà egli il fango?
Smoverà il letame?
Metterà in fuga i sogni
5866d’infermo e i delirii palustri?
Caccerà la fame
e chiamerà il frumento
e lo cernerà nel suo vaglio?
Aprirà gli antichi sepolcri
intorno a cui danzare
ai solstizii d’estate
5873potranno sotto lo sguardo
materno i fanciulli robusti?
Il Presente è in travaglio.
Afflitto io non dissi a me stesso:
“I giorni saran prolungati
e ogni visione è perita„.
Ma sì bene: “I giorni e la fiamma
5880d’ogni libertà son da presso.„

E non Ezechiele, il Caldeo


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