Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/258

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LAUDI DEL CIELO E DEL MARE

Pallade ha l’elmo corintio
col duplice occhio e il nasale.
Intorno al tuo capo regale
tu serri il pìleo dei nàuti
con treccia che gira due volte
6461simile a ceràste divelta
dalla chioma della Gorgóne.
Pallade ha il suono dei flauti
e il canto delle mille teste
pei giuochi della nazione.
Tu nelle tue vaste orchestre
hai tutte le voci, dal rombo
6468dell’ape al fragor del ciclone.

Che mai raccoglie il tuo braccio
con la man cava (che resse
forse per una notte i chiostri
del Cielo tolti al sostegno
d’Atlante e forse la clava
brandì ad uccidere mostri)
6475che mai raccoglie il tuo braccio
dall’ombra di quella gran piega
che ti fa nel manto il ginocchio
sovrapposto all’altro in riposo?
Le pieghe del tuo spazioso
vestimento son piene
d’invisibili tesori
6482e di mistero infinito.
E, se tu volgi col dito
il foglio del libro verace


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