Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/257

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DELLA TERRA E DEGLI EROI


Ma il tuo seno, che tu mi celi,
non è forse profondo
come un fior numeroso?
E la treccia che sfugge
alla benda delle tue tempie
non ha forse il misterioso
6433potere del corno sul fronte
di Pan che conduce nei cieli
le melodie del Mondo?
E il tuo fianco fecondo
non è fatto pel seme
del vincitore? Ah chi mai
saprà il colore degli occhi
6440tuoi sotto le pàlpebre chine?
Quando mi guarderai?
Orfeo sono, senza ghirlande,
che più non attende alle porte
dell’Ade quella che due volte
perdette! E tu sei troppo grande,
o Libica: sul cor tuo forte
6447soffocar puoi anche la Morte.„

All’Eritrèa dissi: “Non m’odi,
se parlo. Sei anche più grande!
La Saggezza e la Forza
lavarono i tuoi piedi scalzi.
Tu sdegni i troni. Se t’alzi,
tu mi sembri una torre munita.
6454Signora della Vita
tu sdegni le chiuse corone.


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