Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/270

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LAUDI DEL CIELO E DEL MARE

del maschio la femmina in atto
di ricuoprire il mozzo
capo, sanguinante nel piatto
con tal pondo di alto valore
6804che l’ancella èrane curva.

E, come il mio sguardo sgomento
salì a cercare la coppia [L’eroe senza compagno]
degli eroi pùberi, scorsi
che l’effigie dell’uno
era distrutta dal Tempo
irreparabile e l’altro
6811bello era e triste di bellezza
e di tristezza gorgònee
quasi nato fosse del sangue
di Medusa anguicrinita
per un destino funesto.
Ma tutte quelle errònee
forze tra la Morte e la Vita
6818penanti per entro quel turbo,
tutte parean cieche al confronto
del gesto con cui quell’eroe
pensoso reggeva la zona
a sostener la medaglia
di conio titanico, pronto
per conquistar la corona
6825a scagliarsi nella battaglia.

E io gli dissi: “Fra tutti
i tuoi fratelli sei solo,


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