Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/286

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LAUDI DEL CIELO E DEL MARE

stillante incliti sudori
la porpora della corvatta!
Egli era la sanie coatta
7259in forma di vafro macaco
nascosto nei panni il verdiccio
pelo e le chiappe callute.
E le vociatrici boccute
l’adoravano. Dal capo
alle piante con gli avidi occhi
elle parean tutto succiarlo
7266quasi ei fosse tutto priàpo.

Ma, quando l’umano
ingombro riprese il cammino
verso la muraglia equestre
irta di lame e di lance
che laggiù l’attendea,
(la pioggia recente avea sparso
7273per le vie l’odore terrestre,
calando il sole accecato
tra nuvole e cupole d’atro
piombo gonfio ed immoto)
un che di sacro e d’ignoto
sorse da quell’immenso
miserabile corpo
7280in balìa del delirio
vespertino, le cui mille
e mille facce divampate
parean da una fumida gloria.
E pietà mi prese di lui


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