Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/303

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DELLA TERRA E DEGLI EROI

quadriga che con freni
difficili resse l’auriga,
7742con redini tese nei pugni
ove serpeggiava la fiamma
del sangue sagliente pei fermi
cùbiti ai bicìpiti duri:
quadriga negli Atti più puri
coniata come l’antica
nel rovescio del tetradramma,
7749segno di potenza ai futuri.

Con quanto ardimento
trapassammo i termini d’ogni
saggezza e corremmo su l’orlo
dei precipizii, lungh’essi
gli alti argini delle fiumane
vorticose, in vista
7756del duplice abisso
pel crinale aguzzo dei monti
ove la vertigine afferra
subitamente colui
che crede al pericolo, e senza
scampo lo sbatte sul sasso,
gli spezza la nuca e la schiena!
7763O ebrietà d’ogni vena,
occhio gelido e chiaro
nella faccia ardente!
A levante, a ponente,
per ovunque guardai
quell’adamàntina cima


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